Le ragazze dell’Erasmus ad Eisenstadt- di Fania Pozielli

sotto traduzioni ein tedesco e in inglese. Qui link al video dell’intervista

L’Austria mi accoglie con i suoi viali ordinati ed  il suo ovattato silenzio invernale. Poco sole ma anche poca umidità per cui anche il freddo pungente non è fastidioso. Architetture imperiali, molti parchi e giardini ed un pacato, rassicurante ordine. “Ma come si fa ad attraversare la strada, non vedo strisce pedonali da nessuna parte!?”- chiedo a mia figlia. “Non occorrono mamma, se ti avvicini al ciglio della strada, tutti si fermano per far passare i pedoni!”. Sorrido, piacevolmente colpita. Il Campus e l’Università di Eisenstadt assomigliano ad una futuristica cattedrale: molto vetro, legno, verde, specchi d’acqua,  spazi di condivisione ben organizzati. Nessuna barriera architettonica, energia elettrica prodotta al 100% con energia sostenibile e tanti ragazzi di diverse nazionalità sorridenti e perfettamente a loro agio. L’intervista ha luogo in uno dei numerosi tavoli di faggio della bellissima biblioteca, situata all’interno dello studentato, un ampio salone luminoso e ben attrezzato, fruibile da tutti gli ospiti, ventiquattr’ore su ventiquattro. Tra gli scaffali pieni di libri in diverse lingue, parliamo dell’esperienza Erasmus che Maria Clara ed Ayana stanno vivendo insieme. Maria Clara oltre a rispondere alle domande, traduce per Ayana e per me.

Siamo nell’accogliente biblioteca dello studentato dell’Università di Eisenstadt per parlare del progetto Erasmus ma anche di questa esperienza “lontane da casa” con una ragazza italiana ed una kazaka: mi parlate un po’ di voi?
-Ayana: Sono Ayana e sono originaria del Kazakistan. Ho passato gli ultimi quattro anni in Repubblica Ceca, a Praga dove ho studiato per un anno la lingua ceca e dove attualmente studio Inglese, Economia e Commercio. Ho sentito parlare del Progetto Erasmus da alcuni amici che avevano fatto questa esperienza in Spagna ed in Italia ed ho pensato di provare.
-Maria Clara: Sono Maria Clara e sono Italiana. Studio Mediazione Linguistica da tre anni, ma conosco il progetto Erasmus da diversi anni. Per il campo di studi che ho intrapreso mi è sempre sembrato ovvio fare un’esperienza di questo tipo e appena sono stata pronta mi sono candidata.

Le Università di provenienza, in che modo vi hanno informato e sostenuto nell’affrontare questa esperienza?
Ayana: I supervisori ci hanno informato e sostenuto soprattutto a livello scolastico.
Maria Clara: La maggior parte delle informazioni pratiche le ho acquisite su internet e dall’ ufficio internazionale dell’Università del Burgenland. I nostri supervisori ci hanno, invece, informato circa le questioni accademiche.

-Quali sono i vostri progetti e cosa vi prefiggete di ottenere da questo periodo di studio?
-Ayana: Il progetto iniziale è di tornare a casa e completare il percorso triennale con la tesi, successivamente vorrei pianificare la specialistica usufruendo del progetto Erasmus nella fase finale del percorso di studio.
-Maria Clara: Avendo sostenuto da poco la certificazione della lingua tedesca, posso considerare questa esperienza parte integrante del mio percorso formativo. Per me che studio tedesco era fondamentale consolidare queste conoscenze e farlo in maniera efficace, ma ho ancora molta strada da fare.

-Il vostro paese e L’Austria, parlatemi delle differenze: com’è stare lontano da casa in positivo ed in negativo.
-Ayana: tra l’Austria e il Kazakistan esistono differenze culturali ed economiche enormi; personalmente mi mancano il mio paese, la mia famiglia ed i miei amici, sono felice tuttavia dell’esperienza che sto facendo perché è molto positiva e la porterò a casa con me.
-Maria Clara: Austria e Italia due paesi per molti aspetti estremamente simili, per altri completamente opposti. Qui ho ritrovato l’arte che pullula in ogni angolo delle città, anche di quelle piccole come Eisenstadt, la musica e il confronto con tanti altri ragazzi che le amano. Sebbene qui si sia conservata la tradizione del caffè, è decisamente diversa, così come la cucina, che personalmente adoro. In Austria ho ritrovato una serenità che in Italia, almeno nelle università, non si vive. Diversi sondaggi confermano che gli studenti italiani in generale, sono i più stressati d’Europa e, nonostante ciò ci renda più preparati, non ci fa capire quanto sia importante e utile il riposo insieme allo sviluppo della creatività.

-Quanto è difficile parlare una lingua che non ti appartiene? E’ più difficile o più stimolante?
-Ayana: Amo le lingue, per me non è difficile, anzi è sempre stimolante intraprendere lo studio di una lingua nuova. A fine percorso vorrei aver appreso più di una nuova lingua ed aver vissuto anche in più paesi stranieri.

-E’ bellissimo perché, da ciò che di solito mi raccontano, la difficoltà maggiore consiste nel dover pensare in più lingue traducendo continuamente, se per te Ayana questo è stimolante, sicuramente è questo il tuo futuro! Maria Clara, ti pongo la stessa domanda, e in più vorrei sapere in cosa sono diversi i percorsi di studio che sta affrontando parallelamente in  Austria ed in Italia.
-Maria Clara: Non è una sfida insormontabile esprimersi e pensare in lingue diverse contemporaneamente, è questione di disciplina interiore ed esercizio, poi molto gioca la passione che ci anima. Sono, come Ayana, al terzo anno di Università (Laurea in Mediazione Linguistica) e come lei completerò a breve il percorso Erasmus e dovrò sostenere la tesi di laurea in Italia. Tra Austria ed Italia ho notato una differenza sostanziale dal punto di vista formativo, una prospettiva diametralmente opposta. I focus sui punti formativi sono differenti ed anche il percorso ed il modo di affrontarlo sono sicuramente diversi. Questo non significa migliori o peggiori, vanno misurati determinati aspetti, alcuni positivi, altri meno. Per quanto riguarda pensare in due lingue, il rapporto con la quotidianità è piuttosto complesso perché dipende dall’approccio con cui ci si pone. Sicuramente per me, che studio traduzione ed interpretariato, è complicato: vedo la differenza con cui espongo i pensieri. Ad esempio, pensando in inglese o in tedesco, rischio istintivamente di tradurre in italiano usando un calco, con una parola ricalcata su quella tedesca, è un rischio che si corre; ma è un rischio estremamente stimolante!

– Ho avuto modo di visitare il vostro studentato, le vostre stanze, la vostra cucina comune e noto una bella atmosfera tra voi ragazzi negli spazi che dividete: ci si trova a diventare “famiglia” o c’è qualcosa di più, di diverso?
-Ayana: Il dormitorio è molto più comodo ed accogliente rispetto a quello dove ero prima in Kazakistan ed in Repubblica Ceca, si ha l’occasione di legare con gli altri ragazzi perché si studia, si cucina e ci si diverte insieme, non ci si sente mai soli.
-Maria Clara: Confermo! Anche nelle piccole cose siamo solidali: serve una medicina, salta l’elettricità in una stanza, c’è sempre qualcuno che può darci una mano; non siamo mai soli in una cameretta, ci sentiamo a casa.

– Raccontatemi un aspetto divertente e che porterete con voi come il ricordo più vivo di questo periodo.
-Ayana: Le nostre feste
-Maria Clara: La baldoria non ci è mancata in questi ultimi mesi e non smetterà di farlo, ma posso dire che le nostre gite sono state davvero meravigliose. Tra la Stiria, Salisburgo e Vienna, non saprei dire cosa è stato meglio. Forse Salisburgo. Passeggiare al centro di Salisburgo in questo periodo è come stare in una pallina di Natale, ma profuma di cioccolato e neve fresca.

Non ho niente da aggiungere; molto di queste ragazze e di come affrontano questa esperienza lo raccontano la serenità che si legge nei loro occhi e l’entusiasmo con cui ne parlano: un grandissimo “in bocca al lupo” a loro ed a tutti i nostri ragazzi che, in giro per l’Europa, tracciano la strada per il loro futuro.

Die Mädchen vom Erasmus (tradotto in tedesco)

Österreich empfing mir mit seinen ordentlichen Boulevards und seine ruhige winterliche Atmosphäre. Es ist nicht so sonnig und nicht dampfig, deshalb ist auch die Kälte nicht so lästig, Gebäude im imperialen Stil, viele Parks und Gärten, zusammen mit einer sanften und vertrauenerweckenden Ordnung.

“Wie kannst du die Straße durchgehen ohne Zebrastreifen?” – Ich fragte meiner Tochter.

“Du brauchst keine; wenn du näher zum Straßenrand kommst, halten alle sich, um dir durchzugehen lassen!“.

Ich stutzte und lächelte.

Der Campus und die Fachhochschule von Eisenstadt gemahnten mir an einen futuristischen Dom: viel Glas, Holz, Pflanzen, Wasserflächen und planmäßige Gemeinschaftsräume.

Keine bauliche Hindernisse, 100% umweltfreundlicher hergestellte Strom und eine Menge von lächelnde Studenten aus verschiedene Länder, die sich wohlfühlen.

Das Interview fand an einem der Buchenholztische der wunderschöne Bibliothek statt; dieser Gemeinschaftsraum besteht aus einem großer, heller und hervorragend ausgestatteter Salon, der im Erdgeschoss des Studentenheimes liegt. Dieser Bereich steht den ganzen Tag, die ganze Woche für die Gäste auf Verfügung.

Zwischen den Regalen, die mit Bücher auf viele verschiedene Sprachen sind, wir haben über dem Erasmus Projekt mit Maria Clara und Ayana geredet, als sie diese Programme zusammen erlebten. Maria Clara hat nur nicht meine Fragen geantwortet, sondern auch für mich und Ayana übersetzt.

-Wir finden uns in der angenehmen Bibliothek des Studentenheimes von Eisenstadt, um über dem Erasmus Projekt und der “Fern von Hause” Erfahrung mit zwei Mädchen zu reden. Sie kommen aus Italien und Kasachstan; bitte, sagt ihr mir etwas über euch.

-Ayana: Ich heiße Ayana und komme ursprünglich aus Kasachstan, aber in den letzten 4 Jahren habe ich in Prag, Tschechische Republik studiert und gewohnt. Ich habe Tschechisch für ein Jahr gelernt, dann habe ich mit meinen Fächer auf Englisch angefangen; ich lerne Wirtschaft und Handel. Ich hatte von diesem Projekt die erste Mal von meine Freunde gehört, als sie diese Erfahrung in Spanien und auch Italien versucht hätten. Ich hätte erfahren, dass diese eine gute Gelegenheit war, so habe ich probiert.

-Maria Clara: Mein Name ist Maria Clara und ich komme aus Italien. Ich studiere Sprachliche Vermittlung seit schon 3 Jahren, aber ich hätte von dem Erasmus Projekt seit einer längeren Zeit gehört. Es erschien mir offensichtlich, auf der Grund meines Studiums, solcher Erfahrung zu versuchen, und sobald war ich fertig, habe ich angemeldet.

-Wie haben eure Universitäten ihr informiert und unterstützt, um dir für diese Erfahrung so besser wie möglich vorzubereiten?

-Ayana: Ja, wir haben ausreichende Informationen von unseren Supervisoren erhaltet, und wir haben auch ein Stipendium von unseren Universitäten bekommt.

-Maria Clara: Ich habe meistens der praktischen Informationen allein auf dem Internet gefunden oder von dem internationalen Büro der FH-Burgenland bekommt. Unsere Supervisoren haben uns über dem Bildungsgang informiert.

-Welche sind eure Zielpunkte und eure Pläne für die Zukunft nach diesem Erasmus?

-Ayana: So, Ich wird meine Bachelorarbeit schreiben, und von meiner Staatsprüfung durchkommen. Dann, möchte ich mich für den Masterstudiengang anmelden; vielleicht werde ich das Erasmus Projekt noch einmal nützen.

-Maria Clara: Als Ich habe eben meine Prüfung für das Zertifikat von Deutsch geschrieben, kann ich diese Erfahrung als ein Bestandteil meiner Studiengang erachten. Es war gründlich für mich meine Kenntnisse von der Deutsche Sprache, die ich seit einer langen Zeit lerne, zu verstärken, obwohl noch viel zu tun mir bleibt.

-Euer Land und Österreich. Sagt ihr mir, bitte, über die Unterschiede: wie ist das „Fern von Hause“ zu sein, beide positive und negative Aspekte.

-Ayana: Es gibt riesige Unterschiede zwischen Kasachstan und Österreich. Z.b. unsere Kulturen und ökonomische Stellungen und Situationen sind so verschieden. Natürlich vermisse ich meine Familie, mein Land und meine Freunde, aber ich weiß, dass was ich hier tue, wird mir sehr zugutekommen in der Zukunft. Ich werde die beste Erfahrung in Österreich erleben und werde zurück nach Kasachstan sie mitnehmen.

-Maria Clara: Österreich und Italien sind sehr ähnliche für einige Aspekte, aber grundverschiedene für andere. Dieses Land wimmelt vor Kunst, die in jeder Ecke jeder Stadt, auch der kleinen, stellt, vor Musik und vor den Jugendlichen, die sie leben.

Obwohl gut behalten, ist die Tradition des Kaffees in Österreich ganz anderes von Italien, sowie die Kochkunst, die ich persönlich liebe. In Österreich, ich habe eine Seelenruhe gefunden, die man erlebt nicht in Italien, zumindest in die Universitäten. Viele Studien bestätigen, dass die italienische Studenten sind, im Allgemeinen, die angespannteste in Europa. Auch wenn das macht uns mehr vorbereitet, erlaubt es uns, gleichzeitig, zu verstehen, wie wichtig und nützlich die Ruhe ist, zusammen mit der Entwicklung der Kreativität.

-Wie schwer ist auf einer Fremdsprache zu reden? Ist das schwieriger oder reizender?

-Ayana: Ich liebe Sprachen. Ich liebe zu reden und neue Kulturen, neuen Leuten zu treffen. Ich möchte so viele Sprachen so viele mein Gehirn enthalten kann zu lernen. Ich möchte nur mehr als ein oder zwei Sprachen sprechen und ich habe immer geträumt von in mehr als einem Land zu wohnen.

– Das ist wunderschön, weil mir wird normalerweise gesagt, dass die größte Schwierigkeit ist zu denken und pausenlos zu dolmetschen in mehr Sprachen. Wenn das reizend für dich ist und wenn du so talentiert bist, das könnt deine Zukunft werden! Ich frage das gleiche an Maria Clara. Dann, möchte ich ein bisschen mehr über den Unterschieden zwischen den Studiengangs Italiens und Österreichs erfahren.

-Maria Clara: Sich in einer anderen Sprache gleichzeitig auszudrücken ist keine unmögliche Herausforderung. Es ist nur eine Übungsangelegenheit und eine Frage der persönlichen Disziplin. Eine sehr wichtige Rolle ist auch gespielt von der Leidenschaft jedermanns. Sowie Ayana, besuche ich das dritte Jahr von dem Bachelorstudiengang, und ich wird auch meine Bachelorarbeit schreiben in meinem Heimatland nach dem Erasmus. Ich habe eigentlich bemerkt einen Unterschied zwischen die Universitätssysteme in Österreich und Italien. Sie sind auf unterschiedliche Ansichten fokussiert; auch die Studiengang und wie man geht durch diese Gang ist ganz anders. Das bedeutet nicht besser oder schlechter, aber das ganze Ergebnis hängt von den einzeln analysierten Kriterien ab.

Das Denken in zwei Sprachen und das Sprechen im Alltag ist ziemlich schwer, weil es von der Annäherung, die man nützt, abhängt. Als ich Übersetzung studiere, ich kann den Unterschied in meine selbe Gedanken sehen: ich riskiere pausenlos und instinktiv Lehnübersetzungen anzuwenden. Es ist immer ein Risiko, aber immer reizend.

-Ich habe euren Studentenheimen besucht, eure Zimmer, eure Küche und ich kann eine freundliche Atmosphäre zwischen die Gäste bemerken: fühlt hier euch als eine Familie oder etwas mehr?

-Ayana: Ich denke, dass dieser Studentenheim bequem ist, weil wir unterschiedliche Heimen in Kasachstan und Tschechien haben, auch wenn sie ähnliche sind. Wir treffen uns in der Bibliothek und in der Küche, quatschen und zusammen kochen, und das ist sehr gut, weil man hier nicht allein fühlt.

-Maria Clara: Ich kann es bestätigen! Wir helfen gegenseitig uns, auch für kleine Probleme: wenn man eine Medizin braucht, wenn der Strom in einem Zimmer weggeht, gibt es immer jemand, der wird ihn/sie helfen: wir sind nie allein in einem Zimmer, wir fühlen uns als ob wie in einem Haus waren.

-Könnt ihr, bitte, mir beschreiben eine lustige Situation die dieses Erasmus gut zusammenfassen kann?

-Ayana: Unsere Partys!

-Maria Clara: Sicher hat Ausgelassenheit uns nicht gefehlt, in diese letzte Monate, und wir werden noch so viel Spaß haben, aber ich kann sagen, dass unsere Ausflüge sehr toll waren. Ich kann nicht zwischen die Steiermark, Salzburg und Wien herausgreifen. Vielleicht Salzburg. Spazieren zu gehen auf seiner Fußgängerzone im Zentrum in dieser Zeit, ist wie in einem Weihnachtsball zu sein, aber das nach Schokolade und frische Schnee riecht.

The Erasmus girls (tradotto in inglese)

Austria welcomed me in its tidy boulevards and its cocoon-like winter environment. Not so sunny, and not so damp, therefore even the most biting cold isn’t so annoying.  Imperial buildings, plenty of parks and gardens, besides a placid and reassuring tidiness.

“How can you cross the road without zebra crossing?”- I asked my daughter.

“You don’t need it; if you come closer to the border, everybody stops in order to let you pass!”

I smiled, surprisingly struck.

The complex of the Campus and the University of Eisenstadt reminded me of a futuristic cathedral: lots of glass, wood, plants, sheets of water and well-organised common areas. No physical obstacles, 100% environmental-friendly produced electricity and a lot of smiling students from different countries who feel at ease.

The interview took place at one of the beech tables in the beautiful library, located inside of the student dorm, which consists of a wide, bright and well-equipped lobby. The room is available to all the guests 24/7.

Among the shelves, full of books, written in so many different languages, we talked about the Erasmus project, that Maria Clara and Ayana were experiencing together. Maria Clara answered my questions and translated for Ayana and me.

-We are in the pleasant library of the Eisenstadt student dormitory, in order to talk about the Erasmus project and the “far-from-home” experience with two girls from Italy and Kazakhstan: tell me something about yourselves, please.

-Ayana: My name is Ayana and originally I came from Kazakhstan, but during last 4 years I have been studying and living in Prague, Czech Republic. I have studied for one year Czech language, and then I started my studies in English, I’m studying Business. I have heard about this program for the first time from my friends, who had tried it in Spain and Italy, also. I heard that it was a good opportunity to try, and I tried.

-Maria Clara: My name is Maria Clara and I come from Italy. I have been studying Linguistic Mediation for three years, but I have been knowing the Erasmus project for far more. It seemed obvious to me, to experience such a program because of my field of studies, so as soon as I was ready I applied.

-How did your home universities inform and support you in order to face this experience?

-Ayana: Yes, I received full information from our supervisors, and also we received scholarships from our university.

-Maria Clara: I got the most of practical information on my own and on the internet and from the international office of FH-Burgenland. Our supervisors informed us about the academic paths.

 

 

-Which are your goals and plans for the future after this Erasmus path?

-Ayana: So, I’m going to get my Bachelor thesis, and pass my state exam. Then I want to enrol in Master program, maybe I’ll try once more the Erasmus program.

-Maria Clara: Since I just sat my certificate for the German language, I can consider this experience an integral part of my studies. As  I have been studying German for a while, it was crucial to effectively consolidate my knowledge, but I still can see a long road ahead.

-Your country and Austria. Tell me something about the differences: how is it to be far from home, both positive and negative aspects.

-Ayana: There are huge differences between Kazakhstan and Austria. E.g. our cultures and our economic positions and situations are so different; of course, I miss my family, my country and my friends, but know all I’m doing know will return me a favour in the future and I will get the best experience from Austria and I will take it to Kazakhstan.

-Maria Clara: Austria and Italy are extremely similar for certain aspects, but completely on the contrary for other ones. This country swarms with art, in every corner of each its towns, even the small ones like Eisenstadt, with music and with young people who love them. Even though the tradition of coffee remains well-preserved here, it is completely different, as well as the cuisine, which I personally adore. In Austria, I found a serendipity which is not experienced in Italy, at least in universities. Many surveys confirm that Italian students, in general, are the most stressed in Europe, and even if this gets us more prepared, at the same time, it doesn’t allow us to understand how important and useful is resting, in addition to the development of creativity.

-How difficult is it to speak a foreign language? Is it more difficult or more challenging?

-Ayana: I love languages. I love speaking and meeting new cultures, new people. I want learn so many learn as my brain holds. I just want learn more languages than one or two and I have always dreamt of living in more than one country.

– This is beautiful, because I am usually told that the biggest difficulty to face consists in thinking and continuously translating into more languages. If this is challenging for you and if you are so talented, this could probably be your future! I ask the same question to Maria Clara. Furthermore, I would like to know the main differences between the courses she’s attending in Italy and Austria.

-Maria Clara: To express yourself in more languages at the same time isn’t an impossible challenge, it’s a matter of internal discipline and practice, then a big role is played by the passion that you put in what you do. Just like Ayana, I’m attending the third year of the BA-degree course, and as she will, so will I set my thesis in my home country out after the Erasmus.

I have noticed a substantial difference in the university system between Austria and Italy.

It is focused on different aspects of the study, and the way in which this path is followed and the path itself is crucially different. This doesn’t mean better or worse, but the whole result depends on the single parameters which are analysed. For what concerns thinking in two languages and speaking daily is quite complex, because it depends on the approach you use. Since I’m studying translation, I can see the difference in my own thoughts: I constantly and instinctively risk to translate into Italian using calques, which are words traced on the German word I want to say. It’s always a risk, but it’s always challenging.

– I have visited your student dormitory, your rooms, your kitchen and I can notice a nice atmosphere among the guests and in your shared areas: do you feel like a family or something more?

-Ayana: I think that this dorm is cosy, because we have different dorms also in Kazakhstan and the Czech Republic, even if they are similar. We can meet each other in the library and in the kitchen, talk and cook together, and it is good because you don’t feel like you’re alone here.

-Maria Clara: I can confirm it! We help each other even for small matters: if somebody needs a medicine, if the electricity in one room is gone, there is always someone who will help; we’re never alone in a room, we feel like in a big house.

– Could you, please, describe a funny aspect or a nice situation which can describe as best as possible your amusement here?

-Ayana: Our parties!

-Maria Clara: We certainly didn’t miss merrymaking, in these last months, and we will keep on having a good time, but I can say that our trips were marvellous. I can’t choose the best one among Styria, Salzburg and Vienna. Maybe Salzburg. To walk in its central pedestrian area in this period is like being in a Christmas ball, but it smells like chocolate and fresh snow.

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