Jessica: labor omnia vincit – di Fania Pozielli

Jessica Mattoni

Jessica Mattoni è una delle atlete di maggior spicco nel nostro panorama sportivo. Milita con la sua squadra, la Word Sporting Academy, nella massima serie della ginnastica artistica italiana, è stata tra le selezionate aspiranti ai Giochi Olimpici ed ha fatto parte della Nazionale Italiana. In questa veste ha partecipato al programma televisivo di MTV “Ginnaste, vite parallele”. Attualmente, oltre al suo impegno agonistico, allena le giovanissime allieve della WSA e studia per laurearsi in Scienze Motorie.  Ho “rubato”, per il titolo di questa intervista, una frase cara al papà di Jessica; questa giovane donna è infatti l’espressione di come tenacia e perseveranza plasmino le persone. Jessica Mattoni è “labor omnia vincit”: nel suo aspetto da minuta adolescente, nella sua vocina soave e negli occhi che brillano di una passione inestinguibile. Guardarla volteggiare alle parallele o piroettare sulla trave, mi lascia ogni volta ammirata per l’energia che sprigiona e per la tecnica perfetta che esprime.

-Jessica, tu nasci e cresci in una famiglia di atleti: quanto conta respirare l’aria della palestra fin da piccoli  per diventare una ginnasta? E’ più una conseguenza naturale o c’è qualcos’altro che ti spinge a fare di questa disciplina la tua vita?

Fin da piccola ho respirato l’aria di palestra. Mio padre insegna karate e ginnastica artistica,  mi ha portato lui  a conoscere e muovere i miei primi passi in questo sport che a distanza di tempo è diventato la mia passione nonché la mia vita.

– A che età hai iniziato questo sport?

Proprio in palestra ho conosciuto Elena (Elena Koniyukhova, istruttrice e giudice federale n.d.r.)  che lì  lavorava e insegnava ginnastica artistica. Il 5 giugno del 1996 è stata fondata la WORLD SPORTING ACADEMY e all’età di 5 anni ho intrapreso il mio percorso da ginnasta.

-Parlaci della tua giornata tipo, quante ore dedichi alla ginnastica e quanto ad altre attività?

Quando ho iniziato, nei primi tempi, mi allenavo tutti i pomeriggi. Man mano che andavo avanti ho acquisito la consapevolezza che potevo crescere ancora di più e ho iniziato i doppi allenamenti per accrescere le mie potenzialità come ginnasta. La mia routine, adesso che sono grande e ho 28 anni,  inizia alle sette di mattina: mi alzo, faccio colazione e mi preparo per andare in palestra. Chi mi conosce sa che sono solita arrivare con grande anticipo per fare “ allungamento” prima di iniziare. Mi alleno  per circa quattro ore  tutte le mattine , dopodiché rientro a casa faccio pranzo e riprendo per altre 4 ore per seguire i corsi in palestra . Da qualche anno ho iniziato a dedicarmi anche all’insegnamento.

-Parlaci un po’ del tuo percorso di atleta: quali sono state le tappe più importanti?

Il primo risultato importante è stato nel 2006 quando mi sono classificata 3° al Campionato Nazionale di categoria. Nel dicembre del 2009 mi sono aggiudicata il titolo di campionessa italiana. La svolta è stata a 19 anni quando il 27 marzo del 2010 ho esordito con la Nazionale Italiana al Trofeo Internazionale Città di Jesolo (gara internazionale dove partecipano alcune delle squadre più forti al mondo);  sempre nello stesso anno ho partecipato ai primi Campionati Assoluti e il 10 ottobre sono partita per i Campionati del Mondo di Rotterdam.  Il 7 luglio 2012 ho preso parte alla gara preolimpica tenutasi a Bucarest (quadrangolare tra Italia, Germania,  Francia e Romania) gara in vista degli imminenti Giochi Olimpici di Londra 2012. Dal 2009, con la squadra di cui faccio parte, siamo nel campionato di serie A. Il momento più esaltante è stato quando abbiamo raggiunto il primo posto nella serie A2, ottenendo la promozione in serie A1. Attualmente siamo settime nella classifica generale della massima serie.

-Quali sono i tuoi  interessi al di fuori della palestra? Di cosa ti occupi oltre allo sport?

Pratico sport da quando ero piccola e da qualche tempo sono anche allenatrice quindi voglio continuare su questo percorso e laurearmi in scienze motorie. Sono sempre stata interessata all’ anatomia e mi auguro di realizzarmi come chinesiologa e posturologa. Ho molto interesse nello studio dei trattamenti massofisioterapici relativi al recupero funzionale e prestativo per gli atleti, ma non solo. Oltre allo studio mi piace disegnare, tutto quello che riguarda il make up, fare shopping e ascoltare musica, in particolare sono una grande fan di Marco Mengoni.

Come istruttrice, segui i giovanissimi atleti di ginnastica artistica: quale insegnamento ricevi da questa attività e cosa ti regala l’essere a contatto con le ragazze che condividono il tuo stesso sogno e magari sperano un giorno di partecipare come te ai mondiali di ginnastica artistica?

Da istruttrice,  la ginnastica mi regala la possibilità di trasmettere la mia esperienza ad altre ragazze che hanno la stessa luce e amore che ho io per questo sport. Cerco di educarle ai tanti sacrifici che la strada dell’agonismo comporta, al mettersi sempre in gioco e a non abbattersi mai davanti alle difficoltà.

-Quali sono i tuoi modelli di riferimento(se ne hai), a chi vorrebbe assomigliare Jessica?

Da atleta ho sempre avuto e seguito come riferimento la ginnasta della nazionale rumena Catalina Ponor per la sua capacità d’espressione sui quattro attrezzi in particolar modo alla trave che è il mio attrezzo preferito. Voglio essere semplicemente me stessa pur ammirando ciò che  atlete come la Ponor esprimono con maestria.

– La tua passione per la ginnastica artistica ti ha sicuramente regalato gioie e dolori: ci vuoi raccontare la tua vittoria più esaltante e la sconfitta o la delusione più cocente?

La mia vittoria più esaltante è stata la convocazione al Campionato del Mondo di Rotterdam dove con la squadra ci siamo classificate tra le migliori otto squadre al mondo. La delusione più cocente è stata quella avuta al rientro dalla gara preolimpica di Bucarest. Ero convinta, dopo l’ottimo risultato conseguito in quella gara, di aver ottenuto il pass  per far parte delle convocate per l’ultimo collegiale preolimpico in vista di Londra 2012, come era stabilito e nelle previsioni. Venne invece comunicato ai miei allenatori, e non a me, che sarei rimasta a casa mentre tutti a Malpensa mi salutarono con un arrivederci a Brescia.

-Ho dato un’occhiata al tuo percorso: è impressionante in  quanti paesi esteri sei stata a gareggiare! Ci vuoi raccontare un episodio legato ad uno di questi luoghi, quello che magari ti ha colpito di più?

Grazie alla ginnastica ho viaggiato molto e ho visitato tante bellissime città. Quella che più mi ha colpita è Rotterdam per la bellezza dei suoi luoghi e per i meravigliosi e coloratissimi campi di tulipani, i miei fiori preferiti!

-La tua esperienza a “Vite Parallele” su MTV. Moltissimi ragazzi ti conoscono grazie a questa trasmissione. Cosa ha significato per una ragazza di 20 anni essere catapultata in una dimensione così particolare: fare parte della Nazionale Italiana ed essere una delle protagoniste di un programma TV così seguito? Ti ha cambiata in qualcosa?

Quella di Ginnaste Vite Parallele, docureality dedicato alla ginnastica con lo scopo di mostrare come vivono le ginnaste che hanno intrapreso la strada dell’agonismo, è stata un esperienza unica e fantastica , mi ha aiutata ad aprirmi di più con le persone. Far parte della Nazionale e essere tra le protagoniste di un programma con un grandissimo seguito, tuttavia, non mi ha assolutamente cambiata ma sono rimasta la stessa ragazza di sempre, così come mi avete visto in TV.

-Parliamo dei social, so che sei amatissima e seguitissima, che rapporto hai con il web?

 Tra le tante cose, sono attiva anche sui social, cerco però di utilizzarli con moderazione. Mi piace postare alcuni momenti della mia quotidianità e condividerli con le persone che, con molto affetto e tanta stima,  mi seguono. Questa è una bella occasione per ringraziarli tutti!

-Parliamo del tuo futuro, cosa desideri per il tuo domani sia professionalmente che umanamente: come ti immagini tra 10 anni, cosa ti piacerebbe diventare, c’è un obiettivo che non hai ancora raggiunto ed al quale stai “lavorando”?

Innanzitutto vorrei continuare i miei studi in Scienze Motorie fino ad arrivare a laurearmi. Desidero occuparmi della preparazione fisica e tecnica degli atleti, specializzandomi nel loro recupero funzionale post-traumatico, approfondendo, per tale motivo, le mie competenze nella medicina funzionale anche a scopo di prevenire e ridurre il rischio di infortunio per gli atleti stessi.  Un altro obiettivo è quello di migliorare le mie competenze come tecnico e avere la possibilità di esercitare questa mia abilità e professione a tutto vantaggio di coloro che vogliono realizzare il proprio sogno di divenire atleti di alto profilo olimpico.

C’è qualcosa che speri di ottenere dal mondo che ti circonda, dalle Istituzioni in genere, che ti aiuti a tagliare i tuoi traguardi?

 Vorrei  una maggiore attenzione da parte degli amministratori della mia città al lavoro che è stato svolto in questi anni dai miei allenatori ed ai risultati importanti che stiamo ottenendo con costanza e che danno lustro e visibilità alla nostra San Benedetto . Il mio più grande desiderio è che la tensostruttura, attualmente gestita da una società di calcio, diventasse finalmente una struttura all’avanguardia dedicata esclusivamente alla ginnastica e soprattutto a quella di alta specializzazione come era nelle originali intenzioni. Tutto ciò nella concreta speranza che, dalla “tenda”, si possa passare e realizzare in futuro una vera Accademia in muratura dove i giovani possano educarsi attraverso lo studio e il movimento in quella che fin dalle sue origini è una vera Scuola dello Sport!

Jessica mi saluta con il suo sorriso genuino ed umile, ringrazia con la sua vocina da usignolo e torna al suo allenamento. Mentre si allontana, col suo passo deciso da atleta ed il suo portamento fiero,  penso che non serve essere “un metro e novanta” per avere la sua bella statura morale.